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20Set 2018

L’empowerment come leva di sviluppo dei collaboratori

L’empowerment è una pratica manageriale che – mediante la condivisione di informazioni, conoscenze, opportunità, premi e margini di autonomia – mette i dipendenti nelle condizioni ottimali per prendere iniziative e decisioni che possano aiutarli a risolvere problemi, migliorare le proprie performance, rendendoli più responsabili dei propri risultati, contribuendo alla crescita e alla soddisfazione.    

empowerment mattoncini legno posti a scalinata

Nello specifico, l’empowerment migliora: la qualità dei processi produttivi; l’impegno in termini di tempo per esprimere al meglio le capacità organizzative e motivazionali; la capacità di individuare i punti di debolezza da implementare  per ottenere risultati più soddisfacenti. L’empowerment è utile per sviluppare le potenzialità dei collaboratori, migliorare i flussi aziendali, ma anche il potere decisionale e organizzativo dei dirigenti.

L’empowerment si basa sulla valorizzazione del personale e identifica un processo fondato sulla fiducia dei dirigenti nei propri collaboratori e sulla capacità di lavorare in team. Per metterlo in pratica servono valori condivisi in azienda: tutti devono essere trasparenti, collaborativi e disponibili a lavorare al massimo delle proprie potenzialità.

Empowerment matite bianche e azzurre rappresentanti una freccia

Come sviluppare l’empowerment

È il dirigente a dare il via al processo di empowerment, organizzando i gruppi di lavoro per raggiungere obiettivi comuni, lasciando ciascun dipendente libero di scegliere il modo migliore di organizzarsi.

Per prima cosa, il management deve conoscere a fondo i propri collaboratori, in modo tale da poterne sfruttare al massimo le abilità nei diversi ambiti di competenza.

Empowerment lampadine sfondo blu

L’obiettivo è assegnare ad ogni dipendente il compito più adatto alle proprie capacità in modo tale da innalzare la qualità del lavoro. Il dipendente, una volta ricevute le linee guida, avrà ampi margini di autonomia nello svolgimento dei propri task.

Nella seconda fase si passa all’organizzazione dei compiti secondo le informazioni raccolte in precedenza e si procede con l’avvio del processo produttivo. 

La terza fase è quella più importante, ossia quella che restituisce i risultati della collaborazione tra dirigente e dipendente e l’effettiva valutazione della qualità del lavoro svolto.

Qualora il primo tentativo dovesse fallire, non bisogna disperare. È proprio questo il senso dell’empowerment: fare in modo che tutti i collaboratori diano sempre di più e riescano a lavorare a stretto contatto con i colleghi, migliorandosi a vicenda.

12Set 2018

Formazione manageriale: i trend del futuro e Industria 4.0

 I trend economici del futuro e la leadership interconnessa

Formazione manageriale i trend del futuro e Industria - mano umanda che incontra arto robotico

Conoscere i trend economici del futuro consente di elaborare adeguati piani formativi rivolti ai dirigenti. Acquisire nuove conoscenze e nuove capacità è di fondamentale importanza per i manager che vogliono rendere sempre più competitiva la propria azienda in un mondo sempre più interconnesso e in continuo mutamento.

Tra i trend futuro c’è sicuramente la digitalizzazione e con essa la necessità di modificare i processi aziendali, sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, sia dal punto di vista della produzione.

Per farlo serve una leadership interconnessa, orizzontale e orientata al team: il manager deve saper delegare quando occorre, distribuire i compiti in maniera intelligente e coinvolgere lo staff nei processi organizzativi e produttivi.

Oltre a queste skills trasversali, il dirigente deve possedere competenze riconducibili alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) per comprendere e gestire sempre nuovi strumenti e per poter gestire il lavoro e i collaboratori anche a distanza.

Formazione manageriale i trend del futuro e Industria - mani controsole con cervello umano

Conoscenze tecniche e capacità di adattarsi ai cambiamenti sono caratteristiche imprescindibili per il manager che deve supportare la transizione dall’analogico al digitale, un trend già in atto e che trova la sua massima espressione in Industria 4.0.

La formazione per l’industria 4.0 e l’impegno di Fondirigenti

Fondirigenti è stato il primo Fondo interprofessionale a stanziare risorse sulla formazione specificatamente dedicata ai temi di Industria 4.0.

Nel biennio 2016-2017 il Fondo ha finanziato, con 16 milioni di euro, un totale di 180 mila ore di formazione, per l’aggiornamento delle competenze 4.0 di oltre 2.500 manager, che potranno avere così un ruolo fondamentale nel processo di trasformazione digitale del sistema economico italiano.

I piani formativi finanziati sono stati finalizzati a soddisfare alcune aree di fabbisogno di competenze 4.0 per il management delle imprese italiane: i Big Data (raccogliere, gestire, integrare e analizzare dati e informazioni a supporto del business aziendale), la Cybersecurity (garantire la sicurezza e privacy dei dati e delle informazioni aziendali), il Digital Marketing (gestire o migliorare la propria e-reputation, la promozione/vendita dei propri prodotti e servizi), la Process Automation (innovare i processi organizzativi e/o produttivi).

Le esigenze di formazione e informazione sui temi di Industria 4.0 sono ancora elevate nel nostro Paese. Le più recenti ricerche, come quella promossa dall’Università di Padova nel 2018 su un panel di top manager, hanno rilevato una mancanza di competenze per più del 50% dei dirigenti intervistati e la relativa difficoltà a quantificare i benefici che possono derivare dagli investimenti in tecnologie e modelli 4.0.

Per questo motivo Fondirigenti, oltre a finanziare piani formativi condivisi, promuove progetti specifici per l’analisi dei fabbisogni, l’informazione e la diffusione della cultura digitale, come “Ricomincio da 4. L’iniziativa promossa insieme a Federmeccanica  fornisce a manager e imprese contenuti dedicati a tecnologie, competenze, organizzazione del lavoro e strumenti finanziari.

Nel prossimo futuro Fondirigenti continuerà ad investire sulla formazione 4.0 per accompagnare manager e imprese nella transizione dall’analogico al digitale e contribuire a renderli un asset strategico per lo sviluppo della competitività del Paese.

10Set 2018

Economia Circolare, volano della sostenibilità  

Che cosa è l’economia circolare

economia circolare bambini con logo reciclo

“Economia circolare” è un termine che identifica un sistema di produzione e consumo dei beni basato sul mantenere il più a lungo possibile “in circolo” e al più alto valore possibile i materiali biologici e tecnici a disposizione. 
Di recente, in particolare la Ellen MacArthur Foundation ne ha delineato le opportunità per lo sviluppo economico, diventando un punto di riferimento mondiale nella promozione dei principi della Circular Economy. L’idea di fondo è quella di creare un’economia il più possibile simile alla natura, vale a dire un sistema in cui i flussi biologici e materiali si realizzano senza creare rifiuti.

Infatti, il modello economico lineare, basato sul principio “take-make-dispose” (prendere, produrre, smaltire) è ormai diventato obsoleto e insostenibile perché richiede l’utilizzo di enormi quantità di energia e risorse e di fatto crea danni incalcolabili alla salute del pianeta.

economia circolare computer di cartone reciclo

Il fallimento del consumismo

Lo sviluppo di società consumiste ha gravato e sta gravando fortemente sul Pianeta che ci accoglie. L’impulso indotto di comprare, consumare e buttare via ogni tipo di bene e l’uso massiccio di energia e combustibili fossili ci hanno consegnato isole di plastica galleggianti grandi quanto l’Irlanda, montagne di rifiuti anche tossici gestiti dalle eco-mafie, cambiamenti climatici repentini, correnti marine impazzite, scioglimento di ghiacciai e calotte polari, quote allarmanti di CO2 nell’atmosfera e tanto altro.

L’ inversione di tendenza

Prima che sia troppo tardi è necessario un drastico cambiamento di rotta: urge sostituire il modello economico lineare con un sistema di tipo circolare che sia ricostruttivo e rigenerativo. Per farlo è necessario ricorrere ai 5 principi fondamentali dell’economia circolare:

1- L’eco-progettazione

Tenere conto delle capacità di riciclo o di smaltimento di un prodotto, già in fase di progettazione.

2 – Modularità e versatilità

Attraverso queste due caratteristiche, si rende un prodotto idoneo a qualsiasi utilizzo, anche in caso di esigenze future.

3 – Energie rinnovabili

Sostituire in tempi brevi i combustibili fossili con fonti sostenibili di energia.

4 – Approccio ecosistemico

Bisogna abituarsi a vedere il sistema nel suo insieme e non come la sommatoria di singoli componenti, tenendo conto delle conseguenze che potrebbe avere sull’ecosistema anche il più piccolo cambiamento.

5 – Recupero dei materiali

Preferire la produzione tramite materiali riciclati rispetto a quelli ricavati da fonti primarie.

Strasburgo: approvato il pacchetto sulla Circular Economy. E ‘Italia?

Nell’aprile 2018 il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza il pacchetto sull’economia circolare, considerando la Circular Economy come volano per l’economia sostenibile.
Accanto alla consapevolezza di non poter sfruttare più risorse di quanto la natura sia in grado di rigenerare e produrre, si prevede che il nuovo modello economico possa creare fino a 500mila posti di lavoro grazie a un uso più efficiente delle risorse.

Entro il 2019 anche l’Italia dovrà varare il suo Piano nazionale per l’economia circolare, indicando gli obiettivi, le politiche e gli strumenti idonei a creare un sistema di produzione e consumo davvero sostenibile e rigenerativo.

10Set 2018

Innovation Hub: innovazione e sviluppo tecnologico delle aziende liguri

Fondirigenti, nell’ambito delle proprie iniziative strategiche a supporto della trasformazione digitale delle imprese, ha promosso un’attività di ricerca e progettazione di un modello di innovazione territoriale (Digital Hub) per lo sviluppo tecnologico delle imprese liguri.

Il progetto nasce da una proposta di Confindustria e Federmanager Asdai Liguria ed è stato realizzato da Cisita – Sistemi formativi Confindustria. Il Digital Hub è ormai una realtà, costituita nel 2017, sotto forma di Associazione con l’obiettivo di offrire servizi di informazione, assistenza e affiancamento alle imprese del territorio.

Nell’ambito del progetto sono stati realizzati diversi incontri one to one per raccogliere le esigenze delle imprese in tema di innovazione tecnologica.

L’indagine complessivamente ha evidenziato:

  • mancanza di informazioni puntuali sulle opportunità/minacce derivanti dall’applicazione delle nuove tecnologie;
  • difficoltà metodologiche e/o tecniche nel definire quali soluzioni tecnologiche possono generare un miglioramento della competitività dell’azienda;
  • carenza di competenze tecniche possedute dai lavoratori;
  • assenza o numero insufficiente di risorse umane in grado di gestire i processi d’innovazione tecnologica;
  • difficoltà nell’individuare i soggetti (imprese, università, entri di ricerca, ecc.) da cui acquisire tecnologie e know-how;
  • necessità di interloquire fra soggetti economici (capo cluster/filiera ed aziende appartenenti a cluster/filiera) per definire strategie comuni;
  • difficoltà nel reperire risorse finanziarie a copertura del fabbisogno generato dagli investimenti in capitale umano, tecnologie e riassetto organizzativo.

Il Digital Hub vuole rappresentare anche un incubatore di nuove iniziative presso imprese ed istituzioni. Sono infatti nate due proposte: Smart Experience Factory e #LaMiaLiguria4.0.

La prima idea progetto consiste nel realizzare un laboratorio dimostrativo, uno per territorio provinciale ligure, nel quale simulare i macroprocessi aziendali gestiti con l’utilizzo delle principali innovazioni digitali già utilizzate da aziende ed all’interno delle quali siano reperibili buone prassi in tal senso.

La seconda idea progetto consiste in un piano integrato, presentato all’Amministrazione Regionale Ligure, finalizzato alla diffusione dell’innovazione delle tecnologie digitali nell’ecosistema ligure.

Tutte le informazioni di dettaglio sul ruolo e le caratteristiche del DIH sono disponibili sul sito http://preparatialfuturo.confindustria.it/

31Ago 2018

Innovazione delle competenze: i risultati dell’Avviso 2/2018

I dirigenti del nuovo millennio devono stare al passo con le evoluzioni tecnologiche che contraddistinguono la quarta rivoluzione industriale. Molte imprese  hanno deciso di estendere la propria offerta attraverso l’erogazione di servizi avanzati, abilitati dalle nuove tecnologie, non solo a supporto del prodotto ma anche delle relazioni con i clienti e dei loro processi.  In risposta al sempre più sfidante contesto produttivo, l’Avviso 2/2018 ha stanziato di più di 12 milioni di euro nelle aree di intervento più significative.

L’azione di Fondirigenti, in coerenza con le indicazioni del Piano Industria 4.0, si è focalizzata sulla promozione delle condizioni di contesto e sulla formazione per la transizione dall’analogico al digitale.

L’Avviso 2/2018 ha permesso di finanziare 884 piani formativi aziendali attraverso lo stanziamento di più di 12 milioni di euro, nelle seguenti aree di intervento:

  • cyber security e data protection;
  • digitalizzazione dei processi organizzativi e/o produttivi;
  • internazionalizzazione; 
  • credito, sostenibilità e investimenti,;
  • project management per la gestione dell’innovazione.

Execution Agility cos e come svilupparla manichino sfondo bianco con frecce stilizzate

I risultati dell’Avviso 2/2018

I dati di seguito riportati forniscono un quadro complessivo su alcuni elementi di analisi più significativi: dimensione aziende, distribuzione geografica, aree di intervento selezionate.

Si conferma una sostanziale equa ripartizione tra Grandi Imprese (468 piani presentati) e Pmi (420 piani presentati), in linea con il tessuto produttivo del Paese.

A livello territoriale, i risultati della valutazione confermano la concentrazione dei Piani idonei nelle regioni Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Campania.

Relativamente alle Aree prescelte, i dati confermano un forte interesse per interventi a supporto dei processi di Internazionalizzazione delle imprese, per favorire l’apertura di nuove sedi all’estero, la creazione di nuove reti di vendita, l’individuazione di nuovi mercati partner commerciali, seguiti da Digitalizzazione di prodotti/processi, con interventi riguardanti il digital lean manufacturing, supply chain management, additive manufacturing, il Project management per la gestione dell’innovazione sia all’interno dell’organizzazione aziendale che per migliorare i processi di produzione.

L’acquisizione di competenze tecniche risulta una condizione necessaria ma non sufficiente per la figura di ideal manager del futuro, in quanto occorre anche sviluppare competenze strategiche che si collocano all’intersezione tra tecnologia, marketing e management, per definire la strategia aziendale nell’orizzonte di medio periodo.

 

21Ago 2018

Donne manager: leadership e tecnologia

Nell’ era delle connessioni sempre più rapide e sicure, l’industria tech è considerata un settore riservato esclusivamente agli uomini. Sempre più donne infatti cercano di farsi strada in un mondo spesso considerato patrimonio ancora maschile, con difficoltà per le une e anche per gli altri. Una ricerca condotta da LinkedIn, il social network, su un campione di 467 milioni di utenti a livello mondiale, rivela che il 25% dei dirigenti è di sesso femminile. Stati Uniti e Canada guidano la classifica. In Italia un manager su 4 è donna.

Eppure prestigiosi studi (ad esempio quello del Peterson Institute su un campione di 21.980 aziende distribuite su un territorio di 91 Paesi) sciolgono eventuali resistenze e forniscono ottime ragioni per investire sulle “quote rosa”. Una strategia aziendale che sia orientata alla presenza di donne nel personale e che scommetta sull’espressione e sullo sviluppo delle loro qualità manageriali e di leadership, sarà premiata in termini economici e sarà il bilancio stesso a confermare il valore aggiunto di questa scelta.

In un’era in cui il suffisso “smart” è il denominatore comune di una gestione integrata delle informazioni associata all’uso della tecnologia digitale, la sfida per la donna è di essere 4.0, accedendo alla parte “smart” di se stessa, utilizzandola integrando, alle proprie competenze cognitive, quelle competenze di intelligenza emotiva tipiche del femminile. Al tempo stesso la sfida è anche per l’uomo: richiede lo sviluppo di capacità empatiche, di un maggior senso di reale parità tra i generi e del superamento di luoghi comuni che sviliscono le capacità delle donne.

Molti degli ostacoli segnalati possono essere superati da un’adeguata preparazione costruendo un network solido di relazioni, facendo leva sulle soft skills e su differenti modelli di leadership. Ciò è possibile quindi con una formazione in grado di contribuire al rinnovamento qualitativo, all’innovazione e allo sviluppo della formazione manageriale nel nostro Paese.

Leggi l’articolo a cura di Fondirigenti su Progetto Manager n. Luglio/Agosto 2018.

Link: http://progettomanager.federmanager.it/read/numero/luglio-agosto-2018/

 

 

31Lug 2018

Come aderire a Fondirigenti

Fondirigenti è il fondo interprofessionale, promosso da Confindustria e Federmanager, per il finanziamento della formazione continua dei dirigenti delle aziende aderenti.

Ad oggi, più di 13 mila imprese (con 78 mila manager) hanno già scelto di aderire a Fondirigenti, il maggiore fondo interprofessionale italiano per la formazione del management.

Graffette aereo fatto con graffetta - come aderire a Fondirigenti

Aderire a Fondirigenti è semplice, gratuito e può essere fatto in qualsiasi momento. È sufficiente che l’azienda abbia in organico almeno un dirigente. Per confermare l’adesione occorre scegliere la sezione “Denuncia Aziendale”
del flusso UNIEMENS, selezionare l’opzione “Adesione” e inserire il codice “FDIR” oltre al numero di dirigenti interessati.

L’azienda che intende aderire a Fondirigenti, provenendo da altro Fondo, deve indicare nella “denuncia aziendale” del flusso UNIEMENS, all’interno dell’elemento “FondoInterprof”, l’opzione “REDI” (revoca dal precedente Fondo), e contestualmente nella sezione “Adesione” indicare il codice FDIR, inserendo il numero dei dirigenti interessati all’obbligo contributivo.

L’adesione a Fondirigenti consente di usufruire di un mix di servizi e strumenti:

Il Conto Formazione

Conto Formazione: grazie alle risorse dello 0.30 accumulate sul proprio conto, ogni azienda può presentare in qualsiasi momento dell’anno, Piani formativi destinati ai propri manager, ottenendo il rimborso delle spese sostenute, sulla base del
proprio credito disponibile. Per le imprese di minori dimensioni (fino a 3 dirigenti) è previsto il Conto 24, che consente di ricevere l’approvazione in 24 ore.

Gli Avvisi

Avvisi: sono indirizzati a supportare lo sviluppo della managerialità e della competitività delle imprese su temi attuali e prioritari individuati dagli Organi statutari. A differenza del Conto formazione, si tratta di una procedura selettiva.
In quanto tale, i Piani formativi sono soggetti a criteri qualitativi di valutazione e selezione stabiliti di volta in volta per ogni Avviso.

Le Iniziative strategiche

Iniziative Strategiche: si tratta di progetti finalizzati a contribuire alla crescita delle imprese e del manager su temi ‘chiave’ dello sviluppo quali: Industria 4.0, managerializzazione delle PMI, educazione professionalizzante di
alto livello.

L’opportunità dell’Avviso 2/2018

cubi di legno - come aderire a fondirigenti
Cogliere le opportunità offerte dagli avvisi di Fondirigenti consente alle imprese di essere più competitive in un contesto sempre più veloce e interconnesso, facendo leva su modelli di leadership innovativi, skill aggiornate, trasversali e multidisciplinari. In particolare, l’Avviso 2/2018 ha permesso di finanziare 884 piani aziendali attraverso lo stanziamento di più di 12 milioni di euro.

Quattro le aree di intervento formativo previste:

Filo con freccia sfondo blu - come aderire a Fondirigenti

cyber security e data protection, per migliorare le modalità di gestione e prevenzione del rischio, migliorare la gestione dei dati aziendali, elaborare adeguate strategie di difesa, tenendo conto di quali sono le infrastrutture
tecnologiche possedute e utilizzate dall’impresa;

digitalizzazione dei processi organizzativi e/o produttivi, con interventi riguardanti ad esempio robotica, Digital lean manufacturing, supply chain management, big data, cloud computing o additive manufacturing;

internazionalizzazione, per favorire l’apertura di nuove sedi all’estero, la creazione di nuove reti di vendita, l’individuazione di nuovi mercati partner commerciali, ad esempio attraverso la promozione del marchio, o nuove
strategie di digital marketing e marketing;

– credito, sostenibilità e investimenti, per favorire l’accesso a differenti fonti perl’investimento. In questo ambito formativo non rientrano solo il business planning o la gestione dei rapporti con il sistema bancario, ma anche il green
marketing e i sistemi di gestione della responsabilità sociale, temi strettamente legati alla reputazione aziendale e alla possibilità di promuoversi al meglio sia in Italia che all’estero;

– project management per la gestione dell’innovazione sia all’interno dell’organizzazione aziendale che per migliorare i processi di produzione attraverso la corretta gestione di metodologie, rischi e opportunità di progetto, tempi e costi o la preparazione alla Certificazione PMI-PMP.

24Lug 2018

Industry 4.0 : la via della crescita per le aziende del Nord Toscana

La conoscenza del digitale non è utile se fine a se stessa, ma deve servire a migliorare il modo di lavorare, soddisfare meglio i clienti, irrobustire la posizione competitiva dell’azienda, anticipare i cambiamenti in atto e più in generale, generare maggiore profittabilità.

Fondirigenti ha promosso la realizzazione di un percorso informativo e di check up strategico nei territori di Lucca, Pistoia e Prato.

Il progetto nasce da una proposta di Confindustria Toscana Nord e Federmanager Toscana che, a fronte della scarsa informazione sui temi di Industry 4.0, hanno ritenuto prioritario poter offrire alle aziende del territorio un percorso qualificato sul versante degli investimenti immateriali, ovvero nella in-formazione del capitale umano, senza la quale anche i migliori investimenti tecnologici sono ininfluenti.

Sviluppo - crescita carriera- fondi per formazione dirigenti

L’iniziativa ha consentito di analizzare il livello di readiness delle aziende rispetto a quattro macro-aree: Gestione delle tecnologie 4.0, Tecnologie digitali, Business Models e processi attivabili con Industry 4.0, Gestione Dati.

Le azioni realizzate confermano che Industry 4.0 ha cominciato a diffondersi, ma c’è bisogno di una maggiore conoscenza tecnologica, di una maggiore informazione sugli strumenti finanziari che favoriscono gli investimenti, della diffusione di buone pratiche e di una più ampia informazione e sensibilizzazione degli imprenditori. Gli ostacoli non sono prettamente economici ma soprattutto culturali, derivando spesso da una carenza di competenze e conoscenze all’interno dell’azienda.

La maggior parte delle aziende si muove in ottica di Business Intelligence e non ancora in una visione di Business Analytics. Industry 4.0 viene spesso associata ad una dotazione che può essere fornita da rivenditori di software ed il valore aggiunto degli applicativi tecnologici è percepito soprattutto sugli aspetti commerciali più che sui processi produttivi.

A tutte le aziende partecipanti è stato fornito uno strumento di autovalutazione per l’assessment e il check-up della propria readiness, un primo passo per la definizione del percorso di trasformazione digitale.

Il questionario è stato messo a disposizione dalla Regione Toscana ed è fruibile gratuitamente on line. Vai al Questionario 

19Lug 2018

Comtech: le competenze per il digitale per le imprese di Abruzzo e Lazio

I principali risultati del Progetto per lo sviluppo delle competenze dei dirigenti occupati e inoccupati a supporto della trasformazione digitale delle imprese dell’Abruzzo e del Lazio

Tra le iniziative strategiche di Fondirigenti avviate lo scorso anno, Comtech è il progetto dedicato allo sviluppo delle competenze manageriali dei dirigenti occupati e riqualificazione dei dirigenti inoccupati, a supporto della trasformazione digitale delle imprese dell’Abruzzo e del Lazio.

Il percorso destinato a dirigenti e manager occupati ed inoccupati delle regioni di Lazio e Abruzzo, è stato orientato a promuovere le competenze manageriali funzionali alla leadership del futuro, sviluppando le competenze chiave del management sui focus di Industria 4.0, indispensabili per dirigere e gestire processi innovativi integrati di tecnologie e persone e incentivare la collaborazione tra imprese, università, territorio.

L’iniziativa, conclusasi a giugno 2018, ha consentito a 63 Dirigenti occupati e 33 Dirigenti inoccupati, di potenziare le competenze per lo sviluppo e la governance dei progetti di digitalizzazione aziendale. Oltre ai 96 Dirigenti, sono stati coinvolti ulteriori 43 partecipanti tra cui referenti di aziende, delle Università e della PA, che hanno partecipato alle iniziative.

Nel complesso, sono state erogate oltre 6 mila ore di attività di in-formazione. Il progetto ha previsto incontri a carattere in-formativo, utilizzando metodologie blended on line, sincrone e asincrone e in presenza. Grazie ad un’accurata analisi del fabbisogno, la seconda fase del progetto ha attivato percorsi per il potenziamento congiunto di competenze dei dirigenti e governance dell’impresa.

Leggi il Report di sintesi

Info: Unindustria Perform ; Confindustria L’Aquila Abruzzo

17Lug 2018

Ricomincio da… 4 – Sondaggio sull’Industria 4.0

Partecipa all’indagine sulle tecnologie abilitanti, le competenze organizzative e gli strumenti finanziari a supporto della digitalizzazione delle imprese. Ricomincio da… 4 è un progetto di Fondirigenti, Federmeccanica e Federmanager nato con l’obiettivo di contribuire ad accrescere la consapevolezza sul tema Industria 4.0

I primi utenti che completeranno il sondaggio riceveranno una copia digitale dell’Impact Report 2017 di Fondirigenti, che contiene dati e informazioni quali-quantitative sulle competenze 4.0 per gestire la transizione al digitale.

Clicca sul pulsante qui sotto per partecipare all’indagine.

Grazie per la partecipazione!

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