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11Lug 2018

Smart working: la mentalità necessaria

Lo smart working è molto più di uno dei nuovi anglicismi che invadono il nostro linguaggio quotidiano. Si tratta di una rivoluzione profonda del modo di lavorare che prima o poi potrebbe riguardare tutti noi. In Italia è arrivato ufficialmente con la legge n. 81/2017 e viene definito “lavoro agile”. 

Smart working la mentalità necessaria aereo di carta che sale scale stilizzate di legno

Si tratta di un lavoro di tipo subordinato, quindi si è un dipendente esattamente come chi si reca ogni giorno in ufficio. La differenza risiede nel fatto che si può lavorare da casa o da qualsiasi altro luogo si desideri. Non esistono orari rigidi se non i limiti di ore di lavoro previste dalla normativa in vigore. Le aziende stanno gradualmente aumentando il ricorso a questo tipo di contratto per diversi motivi, sia economici, sia ambientali. Dal punto di vista economico, lo smart working riduce i costi relativi agli uffici e alle postazioni di lavoro. Sul lato ambientale, il lavoro agile contribuisce alla diminuzione delle auto in circolazione, con effetti benefici su traffico e inquinamento. 

 

I cambiamenti: il dipendente imprenditore di se stesso

Smart working la mentalità necessaria casa controluce legno

Con lo smart working il lavoratore si trova ad affrontare cambiamenti che necessitano di una nuova forma mentis. Le differenze col lavoro tradizionale non sono solo legate all’assenza del viaggio verso l’ufficio o nel godere di una certa libertà d’orario. A mutare profondamente è l’atteggiamento verso l’attività che si svolge. Prima di tutto si è responsabilizzati rispetto all’obiettivo da raggiungere. È infatti delegato al dipendente che non riceve lo stimolo, e a volte il controllo, dei superiori o dei colleghi per lo svolgimento del lavoro nei modi e nei tempi previsti. A questo va aggiunto che trovandosi a casa propria o comunque in un luogo diverso dal posto di lavoro tradizionale, sono sicuramente maggiori le distrazioni che si possono incontrare. Oltre all’immancabile e onnipresente smartphone, bisogna resistere alla tentazione di comportarsi come se si fosse “in vacanza”, tenendo la tv accesa, lavorando dal divano o dando retta al vicino di casa.

Insomma, lo smart working necessita di una forza di volontà e di responsabilità di grande livello. Avere un obiettivo chiaro e concreto da raggiungere aiuta nel focalizzare l’attenzione e quindi nell’incrementare la produttività. Spetta poi ai dirigenti il delicato compito di organizzare al meglio il lavoro in modo da poterlo suddividere per obiettivi. 

 

La tecnologia Cloud

Smart workin la mentalità necessaria pesce rosso trasportato da palloncino

Lo smart working ha un valido alleato nelle tecnologie ICT e in particolare nelle piattaforme informatiche cosiddette “cloud”. Si tratta di sistemi installati su dei server ai quali il dipendente si collega da remoto, indipendentemente che si trovi in ufficio o in  qualsiasi altro luogo. Questo richiede ai lavoratori di avere delle conoscenze informatiche appropriate e alle aziende di avere delle dotazioni tecnologiche adeguate.

 

Dove ci porterà in futuro questa rivoluzione non è ancora possibile saperlo, quello che è certo è che il dipendente diventa sempre più l’imprenditore di sé stesso.