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12Ott 2018

Welfare aziendale: i vantaggi per dipendenti e imprese

Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza nella business community che adeguate politiche di welfare aziendale contribuiscono al benessere psico-fisico e alla produttività dei dipendenti, rendendo allo stesso tempo più forte l’impresa nel suo complesso.

Cos’è e a cosa serve il Welfare aziendale

Il termine “welfare aziendale” identifica iniziative che hanno l’obiettivo di fornire benefit che possono migliorare le condizioni di vita dei dipendenti e delle loro famiglie. I benefit possono essere previsti a livello contrattuale, oppure decisi direttamente dal datore di lavoro.

Le politiche di welfare aziendale sono particolarmente adottate nei Paesi del nord Europa (Svezia, Finlandia, Germania) e recentemente si stanno diffondendo anche in Italia, grazie agli incentivi fiscali, incrementati di anno in anno con le più recenti leggi di stabilità.

Welfare aziendale Cubi neri di lavagna rappresentanti manager con mani che li riuniscono

A trarre beneficio dal welfare aziendale non sono soltanto i lavoratori e le imprese, ma è anche lo Stato, che di fatto viene indirettamente supportato dalle aziende nel fornire alcuni “servizi a valenza sociale” normalmente finanziati dalla fiscalità generale.

Con il crescere dell’attenzione verso forme di welfare aziendale è cresciuto anche il numero di piattaforme on-line che consentono alle imprese di attivare beni o servizi di welfare in maniera semplice e immediata, minimizzando gli ostacoli di natura burocratica.

Perché utilizzare i “flexible benefits”

I beni e servizi non monetari forniti ai lavoratori in aggiunta allo stipendio attraverso meccanismi di welfare aziendale vengono definiti “flexible benefits”. Tra quelli più noti troviamo gli abbonamenti per i mezzi di trasporto, i corsi di formazione, i buoni acquisto, ma anche le polizze sanitarie, i rimborsi per le spese scolastiche o gli abbonamenti per cinema e teatri.

I “flexible benefits” sono vantaggiosi, sia per i dipendenti, sia per le imprese:

  • i primi vedono aumentare il proprio potere d’acquisto e il benessere personale e familiare;
  • le seconde,  non solo godono di agevolazioni fiscali, ma hanno l’opportunità di aumentare la soddisfazione, la produttività e il senso di appartenenza all’azienda dei dipendenti. Numerosi studi hanno rilevato come il livello di soddisfazione dei lavoratori influenzi la loro produttività.

Il “Welfare aziendale” per i lavoratori contribuisce ad aumentare:

  • il potere di acquisto e un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata;
  • la soddisfazione professionale e relativo miglioramento della vita in azienda;
  • la serenità personale e nel contesto familiare.

Il “welfare aziendale” è vantaggioso anche per le aziende, che vedono:

  • migliorare l’organizzazione del lavoro;
  • aumentare la produttività individuale e collettiva;
  • incrementare l’attrattività sui candidati in cerca di occupazione.

Diffusione e benefici fiscali per il Welfare aziendale in Italia

In Italia i “flexible benefits” sono ancora poco diffusi. Lo testimonia il Rapporto Welfare Index PMI 2017, che ha evidenziato come solo il 5,8% delle PMI li utilizzi.

Welfare aziendale Bilanciamento di sassi in riva al mare

Per quanto riguarda, invece, la natura dei benefits utilizzati, secondo un’indagine condotta da IPSOS nel 2017, il 59% degli intervistati apprezza molto i benefici rivolti a tutta la famiglia: contributi per tasse o libri scolastici, rette degli asili nido, baby sitter e campi estivi, ma anche servizi per la cura degli anziani. I benefits più utilizzati restano tuttavia i buoni pasto, le dotazioni tecnologiche e le polizze assicurative.

Nel nostro Paese il welfare aziendale si è diffuso solo negli ultimi anni, grazie anche ai progressivi vantaggi fiscali. I benefici fiscali legati al welfare aziendale riguardano, sia le aziende, sia i lavoratori e sono regolati dagli articoli 51 e 100 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Con le leggi di stabilità del 2016 e del 2017 sono state introdotte alcune novità con lo scopo di favorire lo sviluppo del welfare aziendale. Eccone alcune:

  • è stata introdotta la tassazione agevolata del 10% sui premi di produttività fino ad un massimo di 3.000 euro;
  • è stato aumentato il tetto massimo di reddito per poter beneficiare della tassazione agevolata (80.000 euro);
  • gli sgravi fiscali, relativi al versamento dell’IRPEF, sono stati estesi ad numero maggiore di “strumenti” di Welfare aziendale;
  • a partire dal 2018 le aziende possono anche acquistare o rimborsare gli abbonamenti dei dipendenti per il trasporto pubblico.