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1Lug 2019

Change management e commitment per guidare il cambiamento in azienda

Che il cambiamento sia uno degli elementi cardine della realtà, quando non addirittura il fulcro di tutto ciò che esiste, non è certo una scoperta moderna: chi non ha mai sentito citare, almeno una volta nella vita (e, a volte, anche a sproposito), Eraclito ed il suo tutto scorre (in greco pánta rheî)?
La conquista operata dalla contemporaneità risiede piuttosto nella consapevolezza, acquisita sul campo, che il cambiamento, in ogni ambito della vita umana e soprattutto nel mondo professionale, deve essere guidato.

La necessità di gestire il cambiamento
Se il cambiamento è inevitabile, organizzazioni complesse come le aziende non possono affidare alla casualità la gestione e le conseguenze del cambiamento.
In primo luogo, occorre delineare nei dettagli il sistema di change management dell’azienda, vale a dire quel complesso di strumenti finalizzati all’analisi delle ipotesi di cambiamento, alla valutazione dei rischi connessi, alla pianificazione e alla realizzazione di tutte quelle attività volte a realizzare il rinnovamento ricercato.
D’altro canto, è fondamentale individuare, formare, motivare e supportare quei ruoli all’interno del management, a tutti i livelli della catena di comando, che, oltre ad essere coinvolti dal cambiamento in essere (come tutta la struttura aziendale), ne saranno la spina dorsale, contribuendo fattivamente al successo stesso del mutamento in divenire.

Change management e commitment
Al centro delle riflessioni sul tema della gestione del cambiamento nelle aziende è la presa di coscienza delle significative difficoltà incontrate da realtà anche molto grandi e ben strutturate nell’affrontare operazioni di qualsiasi complessità, da una fusione a un’aggregazione fino al semplice cambio di software gestionale.
L’errore più frequente commesso dal management è sottovalutare l’importanza di coinvolgere appieno i dipendenti dell’azienda: non si tratta soltanto di informarli, ma di farli sentire parte attiva della rivoluzione in atto e del raggiungimento degli obiettivi finali del cambiamento.
Change management e commitment (ovvero identificazione negli obiettivi aziendali e impegno) devono andare di pari passo. La percezione del cambiamento come evento che viene subito e che porterà disagio deve diventare percezione di un cammino di miglioramento in cui ciascuno nel proprio ruolo deve sentirsi protagonista e pedina fondamentale verso il successo finale.
È innegabile che, per quanto possa essere ben gestito, il cambiamento porta sempre con sé una forma di resistenza che conduce ad una sensazione di peggioramento oggettivo delle condizioni lavorative.
Il ruolo del change management è fondamentale non solo per affrontare ma soprattutto per prevenire questo tipo di reazione. Informare, formare, motivare e coinvolgere tutti i dipendenti dell’azienda è indispensabile per farli diventare davvero motori del cambiamento.

I manager e la sfida del cambiamento
L’altro elemento discriminante tra un’operazione condotta trionfalmente in porto ed un fallimento più o meno disastroso, è rappresentato dal ruolo di guida svolto dal management.
In primo luogo, il committment da parte dei dirigenti, che devono essere i primi a credere nel progetto di rinnovamento e a sostenerlo, è un elemento imprescindibile.
Ma il ruolo di guida non può risolversi in una semplice adesione, per quanto entusiasta, ad un’operazione: l’analisi attenta e la valutazione puntuale dei rischi, così come la pianificazione delle attività (tra cui quelle di informazione, formazione e di coinvolgimento della struttura) e dei relativi calendari, richiede competenze specifiche ed un’attenzione costante.
Quest’ultimo elemento, in particolare, assume un significato determinante quando si concretizza nella capacità di prevedere possibili problematiche e prevenirle o di intervenire in maniera tempestiva per correggere il corso degli eventi qualora si manifestino variazioni rilevanti rispetto a quanto pianificato.
In casi simili, alla competenza devono aggiungersi la capacità decisionale (specie in situazioni di stress) e la chiara assunzione di responsabilità nel fare le scelte necessarie per risolvere difficoltà impreviste.