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30Nov 2018

Digital Check: uno strumento per l’innovazione delle imprese piemontesi

Ai progetti promossi da Fondirigenti per diffondere la trasformazione digitale, il Piemonte ha risposto con un’iniziativa di analisi e ricerca svolta da Skillab con la collaborazione del Politecnico di Torino e del Digital Innovation Hub del Piemonte, al quale fanno riferimento le associazioni industriali della regione ed altre istituzioni piemontesi. Il digital check è stato concepito con l’obiettivo di aiutare le imprese piemontesi ad intraprendere il processo di trasformazione digitale, mettendole in condizione di identificare i propri margini di miglioramento, definire piani di azione e lanciare progetti innovativi.

L’analisi è stata realizzata su un campione di 25 aziende ed ha valutato: a) La maturità dei processi aziendali e del sistema informativo a supporto di essi; b) La cultura aziendale e le competenze interne; c) Il modello di business utilizzato.

Non vi sono dubbi che, almeno in termini quantitativi, tutti i dati convergono nel definire un quadro positivo anche rispetto al  rinnovamento di un ormai obsoleto parco macchine e impianti. In generale le PMI mostrano un grande interesse sulle tematiche 4.0 ma necessitano di una forte guida in termini di consapevolezza e acquisizione di skills digitali.

I principali temi su cui si sono rilevati gap di competenze sono:

  • Additive manufacturing
  • Gestione di Big Data
  • Informatica
  • Manutenzione impianti e macchinari da remoto
  • Realtà aumentata
  • Sicurezza informatica
  • Web marketing (CRM analytics ecc).

Nonostante il fabbisogno di competenze, i dati sui piani di assunzione dell’ultimo triennio evidenziano che le aziende continuano ad assumere poco personale, sulle tematiche più rilevanti di Industry 4.0, con un massimo di assunzioni che raggiungono le 6 unità (nel 2016-2017) in campo Informatico e Meccanico, 3 unità per la Manutenzione e  2 per la gestione dei Big Data (nel 2018).

Un altro dato interessante è la debole focalizzazione sull’innovazione di prodotto. Si tende a privilegiare l’0efficientamento del processo produttivo (macchine più rapide/ multi operazione) a scapito dell’incremento della varietà di prodotti e della definizione di nuovi mercati e nuove possibilità di business. La maggior parte delle aziende sviluppa il concept di prodotto riutilizzando in maniera massiva le basi di progetti passati (scarsa tendenza all’innovazione radicale).

Non meno rilevante la scarsa consapevolezza dei rischi legati alla cyber security. Le good practice sul tema sicurezza informatica molto spesso vengono diffuse in azienda a livello informale e sono affidate al buon senso piuttosto che essere descritte e oggettivate da sistemi di monitoraggio. Emerge fortemente la necessità di una visione strategica e una pianificazione aziendale nel medio e lungo termine che superi la tendenza al privilegiare il day-to-day e a «cogliere l’occasione».

Il rischio è quello di cogliere l’opportunità dell’agevolazione fiscale per acquisire nuove tecnologie senza aver pianificato in anticipo la loro integrazione e posizione strategica all’interno dell’azienda. Occorre stabilire con cura delle milestones e i percorsi necessari da intraprendere ragionando in termini di filiera e riducendo le barriere – tecnologiche, organizzative e gestionali – che separano l’azienda dai clienti, dai fornitori, dai centri di ricerca e dalle Università.

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