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15Mag 2019

Dove va l’industria italiana: il Rapporto del CSC Confindustria

E’ stato presentato ieri a Milano, presso Assolombarda, il Rapporto annuale del Centro Studi Confindustria “Dove va l’industria italiana”, dedicato all’analisi dell’evoluzione dell’industria nel mondo e in Italia, con un focus specifico sui fenomeni legati ai processi di digitalizzazione della manifattura.

La manifattura mondiale sta uscendo da una lunga fase di sviluppo, avvenuta nel segno della globalizzazione, che pone le economie industriali di fronte a percorsi inediti. È cruciale in questa prospettiva, sostenere la transizione tecnologica delle imprese verso le nuove forme di organizzazione della produzione consentite dalle tecnologie 4.0. Questo significa sia essere in grado di sviluppare autonomamente le tecnologie abilitanti per la trasformazione digitale, sia accrescerne l’utilizzo per massimizzare l’efficienza del sistema produttivo.

Nel quarto capitolo, dedicato alla “Digitalizzazione della manifattura in Italia”, il Rapporto dà ampio spazio e rilievo ai dati di Fondirigenti che, primo tra i fondi interprofessionali, dal 2016 ad oggi ha investito oltre 30 milioni di euro per finanziare la formazione delle competenze manageriali in ottica Industria 4.0.

In particolare nel triennio 2016-2018, tramite la procedura degli avvisi sono stati messi a disposizione delle imprese aderenti un totale di 25 milioni di euro per la formazione delle competenze digitali. A fronte di questa opportunità, sono pervenute 3500 richieste di finanziamento. Alla fine della procedura di selezione, sono stati approvati 1700 piani destinati alla formazione, che hanno coinvolto circa 4 mila dirigenti.

“Che l’Italia possa mantenere anche in futuro il settimo posto al mondo per manifattura dipende dalle politiche che verranno messe in campo” ha sottolineato Marcella Panucci, Direttore di Confindustria nel corso della presentazione “Riusciremo a mantenere il settimo posto come industria per valore aggiunto e il secondo in Europa se punteremo su investimenti pubblici e privati e in particolare, se punteremo su quelli che sono i maggiori driver di sviluppo, che sono digitalizzazione e sostenibilità”.

La trasformazione digitale delle imprese richiede un supporto multi-livello della politica industriale, che favorisca gli investimenti in tecnologie, un più stretto legame tra il mondo della ricerca e l’industria, la formazione e l’aggiornamento continuo delle competenze.

Link: Rapporto sull’industria italiana