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8Apr 2019

Generazione Z, tecnologici e concreti: l’indagine sui giovani e il mondo del lavoro

Quali sono le aspettative della Generazione Z rispetto al mondo del lavoro? E come vengono percepiti dalle aziende? Il direttore di Fondirigenti Costanza Patti ha partecipato il 3 aprile scorso presso la Sala Camerana di Assolombarda, alla presentazione dell’indagine su giovani e mondo del lavoro, realizzata dall’agenzia Umana, con la collaborazione scientifica dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto G. Toniolo di Milano e Valore D.

I giovani della generazione Z, ormai alla conquista del mondo del lavoro, si dimostrano più cauti e pragmatici, più concreti delle generazioni precedenti, flessibili nel valutare le opportunità. Sono nativi digitali, abituati al multitasking e all’uso simultaneo di diversi dispositivi. Il rapporto con le nuove tecnologie è senz’altro il loro elemento distintivo. I grandi cambiamenti in corso sulla spinta dell’innovazione tecnologica, rendono particolarmente importante comprenderne atteggiamenti, aspettative, comportamenti.

L’indagine è stata condotta su un campione di oltre 2000 giovani, prendendo in considerazione in particolare la sezione dai 20 ai 24 anni, e  la percezione nei loro confronti da parte delle imprese, con un questionario rivolto ai responsabili HR di 41 aziende associate a Valore D.

I risultati sono particolarmente importanti da considerare per Fondirigenti, che alla formazione di 100 giovani di talento dedicherà nei prossimi mesi il progetto D20 leader, con 2 milioni di euro per percorsi formativi e di stage, destinati alla formazione dei leader del futuro. Alla domanda “Il lavoro è per te…”’, la percentuale più elevata di risposta è “uno strumento per procurare reddito”, ma cresce molto anche la voce “’luogo di impegno personale”’ che si posiziona immediatamente dopo. La preoccupazione principale è quindi quella di avere prospettive di carriera (100%) e un lavoro stabile (97,4%).

Rispetto agli elementi utili per trovare un buon lavoro, il titolo di studio è considerata una condizione necessaria ma non sufficiente (13,6%). Il requisito nettamente più importante la capacità di adattarsi (44,9%). E’ oramai consolidata ampiamente la consapevolezza che le conoscenze e le competenze acquisite vanno continuamente aggiornate.

Per le aziende, tra le competenze che più caratterizzano le nuove generazioni vi è l’uso delle nuove tecnologie (72,5%). Altra competenza riconosciuta alle nuove generazioni è la conoscenza della lingua inglese (87,5% e il 92,7% delle aziende ritiene sia aumentata rispetto alle generazioni passate).

I giovani giudicano importante poter combinare positivamente il lavoro con altre dimensioni di realizzazione personale. Aumenta inoltre sensibilmente tutto quello che rende dinamico, sfidante e innovativo il lavoro. Le nuove generazioni ritengono che il proprio sviluppo sia favorito dalla possibilità di fare esperienze all’estero (100%), dall’importanza di ricevere una formazione professionalizzante (92,3%) e dalle opportunità di job rotation (89,7%). Più che conciliazione tra lavoro e vita privata, emerge il desiderio portare più vita nel lavoro, con una vera integrazione tra lavoro e passioni, interessi, e scelte di vita.

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