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11Lug 2019

I robot ci ruberanno il lavoro? L’intervento di Valeria Cagnina

A 11 anni, seguendo un tutorial su Youtube, ha costruito il suo primo robot. A 14 è stata relatrice al TEDx e senior tester al Mit di Boston. È una delle cinquanta donne più influenti del mondo della tecnologia secondo Inspiring Fifty ed è considerata un genio della robotica. Stiamo parlando di Valeria Cagnina, alessandrina che di anni oggi ne ha 18 e già da due gestisce la propria impresa e gira il mondo per corsi di formazione e conferenze.

Anche Valeria, come più di 500 mila suoi coetanei, ha affrontato in questi giorni l’esame di maturità. La ragazza prodigio della robotica saluta le scuole superiori diplomandosi da privatista come perito informatico con 90 centesimi. Un risultato che sembrerebbe legato alle numerose assenze collezionate per i suoi impegni extrascolastici.

La scuola ha, e forse deve avere, regole valide per tutti. Ma la storia ci ricorda che, spesso e volentieri, geni e premi Nobel, al liceo, non avevano esattamente tutti dieci in pagella. Valeria lo sa e dà la giusta importanza a quello che, alla fine, è soltanto un numero tra tanti, che di certo non le cambierà la vita. La giovane continuerà a percorrere la propria strada, la stessa che l’anno scorso l’aveva portata ad essere nostra ospite all’evento Diventiamo Futuro, per celebrare i venti anni di Fondirigenti. Riproponiamo qui uno stralcio del suo intervento.

Chi è per te il manager?

È una figura positiva e propositiva che non ha paura del futuro, ma è determinato a credere in esso. È ben cosciente che, già da qualche tempo, le hard skills non sono più, da sole, la componente principale e prevalente del suo essere manager. È una figura in continua evoluzione, che sa che non si può ritardare il processo di evoluzione che va cavalcato cogliendone al volo le opportunità. La predisposizione al cambiamento deve essere naturale e quotidiana.

Tu ti occupi di robotica, la domanda che sorge un po’ a tutti quando si affronta questo tema è: “I robot ci ruberanno il lavoro?” ?

Certo che sì, ma ruberanno solo ed esclusivamente i lavori più noiosi, ripetitivi e senza uso del cervello, quelli che a nessuno piace fare. A noi resteranno quelli più creativi, ad alto uso di ragione, in una parola, i lavori più belli.

Cambia il mondo del lavoro, in Italia come all’estero, di pari passo dovrebbe cambiare anche la formazione dei giovani.

La formazione personale dovrà essere continua, per tutta la vita e a tutto tondo. La contaminazione sarà un elemento essenziale per tante soft skill indispensabili e troppo spesso relegate a ruoli marginali della vita privata e professionale. Le soft skill non si imparano a scuola, sono un modo di essere.

Come riuscire a svilupparle?

Ad esempio viaggiando. Parlare con le persone, fare loro domande, vivere per un po’ sperimentando le loro vite, i loro bisogni, le loro esigenze, fa scoprire punti di vista differenti in ogni situazione se sapremo ascoltare con la giusta apertura mentale. L’ascolto è il primo passo verso la nostra capacità di problem solving che, unita all’attenzione ai bisogni degli altri, ci sarà d’aiuto nella vita di ogni giorno. È poi importante metterci sempre in discussione, ma dobbiamo farlo con i nostri valori alle spalle. A questo punto non ci farà più paura la diversità, che anzi sarà un valore aggiunto.

Un consiglio ai giovani che ti seguono e che potrebbero ispirarsi al tuo percorso.

Ogni giorno mi formo, ogni giorno costruisco la mia personalità e il mix vincente è la consapevolezza della libertà mentale che mi permetterà di arrivare ovunque deciderò di puntare, consapevole che il fallimento, ponderato perché preso comunque in considerazione, è parte del percorso di crescita e di vita di ciascuno di noi. E poi, la prima regola della nostra azienda di robotica educativa è: “Niente è impossibile!”. Nelle nostre attività, da 3 a 99 anni, è vietato dire “non ce la faccio” perché crediamo che sia soltanto un blocco mentale, un atteggiamento negativo per convincerci ad arrenderci. Ricordiamoci sempre che è solo nel dizionario che la parola ‘successo’ viene prima di ‘sudore’!