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29Mar 2019

Il manager del futuro: il contributo di Alessio Rossi, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria (12) 

Il cambiamento è l’unica cosa che non cambia mai. Eppure, non è sempre facile accoglierlo, perché ci sfida. Ecco perché è importante contare su persone che lo possano guidare, interpretare, sagomare.

Tanto nelle grandi dinamiche mondiali quanto in quelle aziendali, c’è un perno attorno al quale girano gli eventi: il leader. E non c’è dubbio che tra i leader con più carisma nella storia molti siano stati Presidenti degli Stati Uniti d’America.

“Concittadini, non possiamo sfuggire dalla storia, che ci processa e ci illuminerà, nell’onore o nel disonore, fino all’ultima generazione. Nel dare la libertà allo schiavo noi la diamo agli uomini liberi. (…) noi salveremo nobilmente o perderemo malamente, l’ultima speranza sulla terra”.

Con queste parole, la leadership di Abramo Lincoln diventa immortale, nel dare un indirizzo al cambiamento più disruptive del suo tempo: abolire la schiavitù.

Il consiglio di Lincoln al manager 4.0 è che per guidare le metamorfosi servono certamente competenze specifiche, ma soprattutto visione, audacia, pensiero critico. Ma soprattutto non temere la dirompenza, al punto di accettare di infrangere anche le convinzioni più scontate. Come un Presidente americano che prende il coraggio in mano e sfida lo status quo.

I grandi cambiamenti che ci attendono sono molti. Sappiamo che l’introduzione dell’intelligenza artificiale cambierà, sul lungo periodo, l’organizzazione del lavoro nelle imprese, modificandola profondamente.

Quali sono le competenze che serviranno ai manager dell’impresa “intelligente”? Una fabbrica che “si governa da sé” di quali figure manageriali avrà bisogno? Come sempre in ogni evoluzione, l’intelligenza che farà la differenza sarà quella umana. Perché intuizione, emotività, sesto senso, creatività, sono qualità che nessuna artificialità può replicare. E guarda caso, sono le caratteristiche che ci rendono unici: come esseri umani, imprenditori o manager.

Leggi il contributo di Alessio Rossi