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12Mar 2019

Il manager del futuro: il contributo di Giovanni Lo Storto, DG Luiss (9)

C’è chi parla del nostro tempo come di un momento di crisi, chi guarda al cambiamento che stiamo vivendo con occhi di speranza e chi, invece, con timida preoccupazione.

Tutti e tre gli approcci sono parzialmente veri. Da un lato, viviamo in una epoca di cambiamento talmente dirompente da avere difficoltà a mantenere il passo con l’innovazione che investe tutti i campi della vita e dell’economia.

Dall’altro lato, proprio il ritmo accelerato di questi cambiamenti fa sì che riusciamo ad assistere in molti più cambiamenti in un anno di quanti i nostri bisnonni ne abbiano vissuti probabilmente in una vita intera.

La nostra può essere definita come l’epoca della grande trasformazione. Lungi dall’essere retorica, la trasformazione che percepiamo attorno a noi investe tutti i campi della nostra vita: dall’economia all’educazione, dalla medicina alla sociologia.

Cambia tutto, cambia spesso. La telemedicina è forse uno degli esempi che meglio descrive la portata di questa rivoluzione silenziosa. Oggi è possibile ricevere cure mediche adeguate anche in villaggi remoti, connettendosi via smartphone con il dottore in città, oppure misurare i propri livelli di glucosio nel sangue grazie a dei dispositivi indossabili, in grado anche di mandare una allerta se si superano le soglie di riferimento.

E ancora, cambiano i paradigmi economici perché fioriscono startup e nuove imprese, ma anche perché sono mutate le interazioni che le persone stesse hanno tra di loro, grazie all’avvento di tecnologie digitali e di comunicazione che hanno evoluto, o comunque aumentato, il potenziale comunicativo di ciascun individuo.

Leggi il contributo di Giovanni Lo Storto