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28Feb 2019

Il Rapporto sul Mercato del Lavoro 2018

I giovani con un più alto livello di istruzione, continuano a cercare fortuna all’estero. Negli ultimi anni i “cervelli in fuga” verso un futuro lavorativo più soddisfacente sono quasi triplicati, passando da 40 mila del 2008, a 82 mila nel 2013, a quasi 115 mila persone nel 2017.

E’ il dato significativo che emerge dal rapporto sul Mercato del lavoro 2018, frutto di una collaborazione tra Ministero del lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal. Si tratta del primo rapporto annuale “integrato”, nato per valorizzare in maniera sinergica le informazioni provenienti dalle diverse istituzioni, per avere una fotografia della situazione occupazionale nel nostro Paese.

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L’indagine evidenzia come il problema del sottoutilizzo della forza lavoro continui ad essere una forte criticità del nostro Paese, in termini di skill mismatch tra le competenze offerte e quelle richieste dal mercato.

Una criticità che, oltre a generare di fatto uno spreco di risorse, con alti costi economici e sociali, porta a una perdita di offerta di lavoro qualificata che trova all’estero il suo sbocco migliore. Il rendimento dell’istruzione in Italia si manifesta in maniera più lenta, sia per la maggiore durata dei percorsi di studio sia per le difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro, e questo rappresenta un grave deficit per il nostro Paese.

I numeri finiscono per porre l’Italia lontana dalla media Ue15 (nel 2017 pari a 67,9%, contro il 58,0% del nostro Paese). Il gap riguarda soprattutto i posti di lavoro qualificati, con forti differenze rispetto alla media europea, relative ai tassi di occupazione dei giovani (15-39 anni) e dei laureati, e un elevato squilibrio nella percentuale di occupati, tra Nord (66,7%) e Sud Italia (44,0%).

Sussiste ancora in Italia un problema di sottoqualificazione e sovraqualificazione della forza lavoro, legata anche alle caratteristiche strutturali del sistema produttivo italiano, con micro-imprese a basso grado di innovazione, che genera un problema di sottoutilizzo del capitale umano.

Su questi fronti Fondirigenti è impegnata da anni per offrire ai manager ai giovani laureati gli strumenti adeguati di innovazione delle competenze, per essere competitivi sul mercato del lavoro.

Un impegno che sarà confermato nel prossimo futuro con il nuovo progetto D20Leader, che si propone di investire due milioni di euro, per offrire a cento giovani di talento, occasioni concrete per diventare leader del Paese, e costruirsi anche in Italia, un futuro lavorativo di successo, a partire dalle opportunità fornite dal mondo dell’impresa e della formazione manageriale.

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Info: Istat