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21Mag 2019

Inclusione e diversity: come le gestiscono i dirigenti italiani

In un mondo che evolve continuamente, in cui differenti culture, tradizioni e religioni si mescolano, si avverte sempre più l’esigenza di avere in azienda un diversity manager.

Si tratta di una figura professionale già piuttosto diffusa in Europa, che in Italia sta muovendo i suoi primi passi, e gioca un ruolo fondamentale nel processo di inclusione dei vari soggetti presenti all’interno di un sistema aziendale.

La diversità: un valore per le aziende

È necessario considerare l’integrazione come l’unico mezzo per affrontare, in modo concreto, una situazione che ormai esiste e non può e non deve essere in alcun modo ignorata.

Sono stati condotti diversi studi in grado di testimoniare, in modo esaustivo, quanto i processi di inclusione producano effetti e risultati positivi per tutti. Di fatto, si parla di aziende che, mettendo in atto azioni volte all’inclusione, hanno registrato incrementi di fatturato fino al 17%.

A piccoli passi verso il cambiamento

Nonostante quella dell’inclusione rappresenti una strategia aziendale relativamente giovane per l’Italia, secondo uno studio condotto da Top Employers, il 71% delle aziende del Bel Paese si impegna attivamente ad assumere e ad aiutare persone provenienti da situazioni svantaggiate.

In Italia, oltre alle assunzioni, si presta particolare attenzione alla formazione di particolari categorie di lavoratori e ci si  impegna attivamente ad offrire opportunità al personale femminile con lo scopo di favorire la leadership delle donne.