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2Ago 2019

Innovation manager: chi è e perché è importante per le aziende

Non si può parlare di industria 4.0 e digitalizzazione delle aziende senza tenere in considerazione le figure dirigenziali necessarie per orientare e governare questi inevitabili processi di cambiamento. Tra le nuove professioni c’è sicuramente quella dell’Innovation Manager, che ha proprio il compito di favorire i processi di innovazione e trasformazione digitale.

L’identikit dell’Innovation Manager

Il settore dell’Information and Communication Technology è quello da cui più spesso provengono i “manager dell’innovazione”. In una ricerca condotta dalla Digital Transformation Academy della School of Management del Politecnico di Milano è addirittura il 70% degli Innovation Manager intervistati a provenire dalla Direzione ICT delle aziende. A questo si unisce solitamente una preparazione di natura prettamente economica e gestionale.
Ma sappiamo che l’Innovation Manager può provenire anche dai settori Ricerca e Sviluppo oppure Marketing e Consulenza, perché non c’è solo la dimestichezza con la tecnologia tra le sue competenze.

Ci sono anche capacità più trasversali come:

  • una leadership carismatica
  • l’approccio motivazionale nei confronti dei dipendenti
  • l’efficace gestione dei cambiamenti
  • una mente creativa e sempre aperta alle novità
  • la ricerca continua di nuove opportunità di business
  • l’anticipazione delle tendenze

La professione di Innovation Manager è relativamente giovane nel mercato italiano, ma è in continua evoluzione: se gli Innovation Manager di “ieri” e di “oggi” hanno saputo unire il percorso accademico e professionale ad innate capacità personali, gli Innovation Manager di “domani” possono contare sempre di più su master e corsi universitari che si moltiplicano per rispondere alle crescenti richieste delle aziende.

L’innovation manager: visione e motivazione per coinvolgere il team

Steve Jobs ha incarnato alla perfezione il concetto di “manager dell’innovazione” e con il suo “Stay hungry, stay foolish” ha fatto definitivamente capire a tutto il mondo quanto fosse visionario il suo approccio manageriale: non aver paura della follia creativa e delle continue novità è infatti uno dei tratti caratteristici di chi cerca e governa l’innovazione in azienda. Questa capacità, per essere davvero efficace, deve essere trasmessa a tutti i dipendenti coinvolti nei processi di cambiamento: ogni singolo componente del team deve sentirsi non solo coinvolto e motivato, ma anche portato a cercare sempre l’innovazione e a trasmetterla a sua volta a tutti gli altri, se occorre. Questo vale in particolare per i nativi digitali, che potrebbero ad esempio aiutare a colmare il gap di alfabetizzazione digitale in azienda a prescindere dalle gerarchie e dal ruolo che ricoprono.
Le trasformazioni possono essere però spesso sinonimo di fallimento o frustrazione. Ecco perché l’Innovation Manager deve anche saper tutelare l’azienda e i suoi dipendenti da un eventuale esito negativo dei processi di innovazione.

Innovation manager e industria 4.0 tra presente e futuro

La transizione delle aziende verso un’industria 4.0 porterà l’innovazione in un numero crescente di comparti aziendali. Non governare – o, peggio, rifiutare – l’innovazione e le trasformazioni digitali potrebbe equivalere a consistenti perdite di fatturato. Gli Osservatori Digital Transformation Academy e Startup Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con PoliHub, hanno condotto una ricerca che ci dice che solo nel 36% delle imprese è presente una vera e propria Direzione innovazione o una figura esplicitamente dedicata al tema. Ci sono quindi moltissime aziende che devono ancora correre ai ripari.
Nel frattempo, con la Legge di Bilancio 2019 il Governo italiano ha varato un contributo a fondo perduto destinato a coprire parte delle spese sostenute dalle PMI per collaborare con un consulente esperto in “trasformazione tecnologia e digitale”. Si tratta di fatto di un avanzamento del Piano Nazionale Impresa 4.0 che permetterà alle imprese di essere più competitive in un mercato globale digitalizzato.
L’impresa 4.0 è una macchina potente, ma per guidarla serve un pilota vincente. La direzione è chiara: all’Italia servono Innovation Manager che abbiano le capacità e il carisma per traghettare un’azienda classica verso gli orizzonti non così lontani del 4.0.