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24Giu 2019

Intelligenza artificiale: alleata o nemica?

I cambiamenti e le evoluzioni continue della tecnologia ci hanno messo di fronte a un nuovo traguardo: l’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale o IA rappresenta una disciplina dell’informatica che si occupa di creare software, robot e computer con un livello di autonomia avanzato, programmati per svolgere compiti complessi in differenti settori eguagliando o, in alcuni casi superando, le prestazioni degli esseri umani più esperti e capaci.

Il traguardo dell’intelligenza artificiale è stato perseguito in modi diversi negli anni, e ha sfruttato discipline come la logica, la statistica, la neurofisiologia ed altre ancora. Ma ora che l’intelligenza artificiale vive un momento di progresso indescrivibile, ci si chiede cosa sia in grado di fare realmente e come si rapporterà all’uomo in futuro. Oggi c’è da un lato chi considera l’IA come un’alleata degli esseri umani e dall’altro chi invece la vede come una nemica pronta a sostituirli in tutto e per tutto.

Machine learning, intelligenza artificiale e applicazioni concrete

Il cosiddetto Machine Learning è una branca dell’intelligenza artificiale basata su metodi di apprendimento automatico che consentono ai computer di imparare dall’esperienza e dai dati senza essere preventivamente programmati per compiere nuove azioni.

I sistemi di Machine Learning vengono utilizzati in un numero crescente di settori industriali. Basti pensare alla loro applicazione nel training per le auto senza conducente, che analizzando una mole importante di dati riescono a studiare e correggere i propri comportamenti. I computer possono dunque diventare sempre più intelligenti e autosufficienti, aiutando gli esseri umani a risolvere problemi concreti e a sviluppare prodotti sempre più efficienti.

Il futuro della tecnologia

Al di là dello stato attuale della tecnologia IA, le prospettive dell’intelligenza artificiale oggi sembrano essere più ambiziose. Recentemente 400 scienziati hanno firmato un documento considerato come il Manifesto della Robotica e dell’intelligenza artificiale, il “Research Priorities for Robust and Beneficial Artificial Intelligence”.

Nel manifesto, gli scienziati e gli studiosi dell’IA hanno raggiunto un accordo su come indirizzare tutti gli investimenti nel settore per accelerare i progressi nel mondo dell’intelligenza artificiale e della robotica, cioè il futuro della tecnologia.

Molti Paesi come gli USA, l’Europa e il Giappone stanno investendo nell’intelligenza artificiale anche per il settore sanitario. In particolare, i finanziamenti sono rivolti a progetti per la costruzione di chirurghi robot pronti a realizzare le operazioni più rischiose e complesse, in cui i margini di errori umani sono più alti. L’intelligenza artificiale potrà inoltre essere utilizzata nella diagnostica di malattie con l’ausilio dell’uomo per aumentare la percentuale di precisione e salvare più vite umane.

Ma non solo. All’applicazione meccanica dell’intelligenza artificiale si affianca anche un’applicazione più “umanistica”, che può aiutare ad affrontare nel quotidiano una vasta gamma di patologie. I sistemi di IA possono infatti supportare le persone invalide per navigare in internet e leggere le mail o addirittura costruire una vera e propria banca dati delle memorie personali per le persone malate di Alzheimer.

Intelligenza artificiale, quali pericoli dietro al suo sviluppo?

Le possibilità concrete di applicazione dei sistemi di IA sono evidenti, ma si portano dietro luci e ombre. Kai Fu Lee, uno dei massimi esperti mondiali di intelligenza artificiale, ha recentemente sostenuto che in soli 15 anni il 40% dei posti di lavoro in tutto il mondo potrebbe essere sostituito dall’utilizzo delle macchine. E non è il solo studioso a pensarla così.

Già nel 2015, oltre a mettere l’accento sulla perdita di posti di lavoro, 400 scienziati avevano evidenziato l’importanza di orientare l’intelligenza artificiale perché non diventasse “pericolosa come le armi nucleari” o fuori controllo nel caso di avarie nei sistemi tecnologici.

Oggi gli studi sull’IA sono in continua evoluzione e i ricercatori sono costantemente al lavoro per scongiurare qualsiasi problema, perché è innegabile che le tecnologie di intelligenza artificiale saranno sempre più utili e necessarie. La sfida per il futuro è quella di renderle sempre più “umane”, perché sia l’Uomo a guidarne lo sviluppo e a fare in modo che l’IA diventi per tutti un’alleata e non una nemica.