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2Dic 2018

Le competenze strategiche per sfruttare i Big Data

La digital trasformation richiede sempre di più figure professionali con competenze innovative in grado di cavalcare le nuove scoperte tecnologiche. I manager dei prossimi anni dovranno essere in grado di sfruttare l’enorme mole di dati a disposizione per fornire risposte e delineare strategie affinché le aziende possano ottenere importanti vantaggi competitivi all’interno del mercato in cui operano.

Una nuova figura manageriale si sta delineando nel panorama internazionale, quella del Data scientist, in risposta ai profondi cambiamenti dei mercati, dei modelli di business, di governance e degli assetti organizzativi delle imprese, che devono poter disporre in modo efficace ed efficiente di un patrimonio di dati sempre più ampio, dotandosi di competenze analitiche completamente nuove rispetto al passato.

Nello scenario attuale, le competenze di data/business analyst ‘tradizionali’, dove la conoscenza del dato e l’attività di analisi sono indirizzate a determinare i requisiti di business che alimentano i sistemi di reporting e di dashboarding, non risultano più sufficienti soprattutto nei mercati più complessi e dinamici (es. mercati finanziari), dove il concetto stesso di business requirement sfuma e non ha senso ragionare su schemi predeterminati ma, piuttosto, sulla comprensione/analisi della complessità ragionando, in termini di decision making, sulla previsione e anticipazione.

Le competenze del Data Scientist

I data scientist non possono considerarsi una semplice evoluzione dei business analyst, né tantomeno dei marketing startegist, o dei management controller ovvero dei responsabili business intelligence. Tali figure vanno ricercate anche al di fuori dell’ambito IT.

I data scientist richiedono infatti competenze di carattere economico e tecnico molto elevate, oltre alla capacità di applicare algoritmi avanzati ai dati, ma soprattutto sono abili nell’elaborazione di decisioni di business basate sui Big Data. Questa figura professionale deve saper unire buone competenze statistiche con conoscenze e capacità IT e abilità strategiche di business.

Si tratta, in sostanza, di figure ‘molto ricche’ sul piano delle competenze, quindi anche difficilmente reperibili. Per queste ragioni per le aziende può risultare molto più vantaggioso formare i propri manager affinché acquisiscano le competenze per considerarsi a tutti gli effetti dei data scientist.

La formazione deve modellarsi in un mix armonico ed equilibrato di discipline orientate in particolar modo al business management con un’importante inclinazione allo sviluppo e potenziamento delle capacità analitiche, privilegiando però la trasversalità piuttosto che la specializzazione verticale.

A tal proposito, Fondirigenti mette a disposizione i propri strumenti per finanziare la formazione necessaria alle aziende per poter competere in quest’era digitale che richiede sempre di più un livello di know-how evoluto e digital-oriented.