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25Giu 2019

Economia circolare: foresight manageriale sui cambiamenti climatici

Sviluppare competenze manageriali specifiche in materia di cambiamenti climatici ed economia circolare, costruendo i modelli e le metodologie per introdurre questi contenuti in azienda. Sono gli obiettivi del progetto promosso da Fondirigenti, e affidato per la sua realizzazione a Confindustria Veneto SIAV.

Il progetto si propone di identificare i modelli e le metodologie più efficaci di foresight manageriale sui cambiamenti climatici, per sensibilizzare i manager e le imprese del territorio sull’economia circolare, attraverso un modello di produzione e consumo basato sul mantenere il più a lungo possibile in circolo i materiali biologici e tecnici a disposizione.

Gli step del progetto

L’iniziativa si rivolge ai dirigenti e le imprese del Veneto, in particolare le Pmi, attraverso i seguenti step:

1) Thematic understanding, con analisi dei contenuti di ricerca più avanzati in materia di cambiamenti climatici ed economia circolare e identificazione delle metodologie più innovative per introdurre i cambiamenti in azienda;

2) Sharing and Application, con la realizzazione di modelli per trasferire tali competenze, attraverso una roadmap rivolta in particolare alle Pmi;

3) Case Histories di applicazione dei modelli, con una recensione dei casi significativi internazionali e nazionali.

I risultati saranno diffusi a livello nazionale ed europeo, per sensibilizzare un pubblico più ampio possibile sull’importanza e l’attualità di introdurre metodologie di sostenibilità ambientale e economia circolare nel business model aziendale.

Info: Factoryofknowledge.net

24Giu 2019

Intelligenza artificiale: alleata o nemica?

I cambiamenti e le evoluzioni continue della tecnologia ci hanno messo di fronte a un nuovo traguardo: l’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale o IA rappresenta una disciplina dell’informatica che si occupa di creare software, robot e computer con un livello di autonomia avanzato, programmati per svolgere compiti complessi in differenti settori eguagliando o, in alcuni casi superando, le prestazioni degli esseri umani più esperti e capaci.

Il traguardo dell’intelligenza artificiale è stato perseguito in modi diversi negli anni, e ha sfruttato discipline come la logica, la statistica, la neurofisiologia ed altre ancora. Ma ora che l’intelligenza artificiale vive un momento di progresso indescrivibile, ci si chiede cosa sia in grado di fare realmente e come si rapporterà all’uomo in futuro. Oggi c’è da un lato chi considera l’IA come un’alleata degli esseri umani e dall’altro chi invece la vede come una nemica pronta a sostituirli in tutto e per tutto.

Machine learning, intelligenza artificiale e applicazioni concrete

Il cosiddetto Machine Learning è una branca dell’intelligenza artificiale basata su metodi di apprendimento automatico che consentono ai computer di imparare dall’esperienza e dai dati senza essere preventivamente programmati per compiere nuove azioni.

I sistemi di Machine Learning vengono utilizzati in un numero crescente di settori industriali. Basti pensare alla loro applicazione nel training per le auto senza conducente, che analizzando una mole importante di dati riescono a studiare e correggere i propri comportamenti. I computer possono dunque diventare sempre più intelligenti e autosufficienti, aiutando gli esseri umani a risolvere problemi concreti e a sviluppare prodotti sempre più efficienti.

Il futuro della tecnologia

Al di là dello stato attuale della tecnologia IA, le prospettive dell’intelligenza artificiale oggi sembrano essere più ambiziose. Recentemente 400 scienziati hanno firmato un documento considerato come il Manifesto della Robotica e dell’intelligenza artificiale, il “Research Priorities for Robust and Beneficial Artificial Intelligence”.

Nel manifesto, gli scienziati e gli studiosi dell’IA hanno raggiunto un accordo su come indirizzare tutti gli investimenti nel settore per accelerare i progressi nel mondo dell’intelligenza artificiale e della robotica, cioè il futuro della tecnologia.

Molti Paesi come gli USA, l’Europa e il Giappone stanno investendo nell’intelligenza artificiale anche per il settore sanitario. In particolare, i finanziamenti sono rivolti a progetti per la costruzione di chirurghi robot pronti a realizzare le operazioni più rischiose e complesse, in cui i margini di errori umani sono più alti. L’intelligenza artificiale potrà inoltre essere utilizzata nella diagnostica di malattie con l’ausilio dell’uomo per aumentare la percentuale di precisione e salvare più vite umane.

Ma non solo. All’applicazione meccanica dell’intelligenza artificiale si affianca anche un’applicazione più “umanistica”, che può aiutare ad affrontare nel quotidiano una vasta gamma di patologie. I sistemi di IA possono infatti supportare le persone invalide per navigare in internet e leggere le mail o addirittura costruire una vera e propria banca dati delle memorie personali per le persone malate di Alzheimer.

Intelligenza artificiale, quali pericoli dietro al suo sviluppo?

Le possibilità concrete di applicazione dei sistemi di IA sono evidenti, ma si portano dietro luci e ombre. Kai Fu Lee, uno dei massimi esperti mondiali di intelligenza artificiale, ha recentemente sostenuto che in soli 15 anni il 40% dei posti di lavoro in tutto il mondo potrebbe essere sostituito dall’utilizzo delle macchine. E non è il solo studioso a pensarla così.

Già nel 2015, oltre a mettere l’accento sulla perdita di posti di lavoro, 400 scienziati avevano evidenziato l’importanza di orientare l’intelligenza artificiale perché non diventasse “pericolosa come le armi nucleari” o fuori controllo nel caso di avarie nei sistemi tecnologici.

Oggi gli studi sull’IA sono in continua evoluzione e i ricercatori sono costantemente al lavoro per scongiurare qualsiasi problema, perché è innegabile che le tecnologie di intelligenza artificiale saranno sempre più utili e necessarie. La sfida per il futuro è quella di renderle sempre più “umane”, perché sia l’Uomo a guidarne lo sviluppo e a fare in modo che l’IA diventi per tutti un’alleata e non una nemica.

 

21Giu 2019

Il presidente della Camera Roberto Fico interviene sulla fuga di cervelli

”Una specifica considerazione la merita il sistematico deflusso di giovani dai 20 ai 34 anni con livello di istruzione medio-alto dalle regioni del Mezzogiorno verso il Centro-nord e dall’Italia verso l’estero. Si tratta della ben nota ‘fuga di cervelli’ che impoverisce drammaticamente il capitale umano del nostro Paese. E ne mette a rischio il futuro. Dobbiamo creare le condizioni, nel mercato del lavoro come nella ricerca e nelle università, per incentivare i nostri talenti a rimanere o a rientrare dopo esperienze qualificanti all’estero”. Lo ha affermato il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, intervenendo alla presentazione del Rapporto annuale Istat.

La relazione, oltre a parlare di debito e consumi, si focalizza sui flussi migratori da e verso il nostro Paese. “Il saldo migratorio con l’estero degli italiani è sempre negativo dal 2008 e ha prodotto una perdita netta di circa 420 mila residenti in dieci anni – si legge nel rapporto –. Circa la metà di questa perdita (208 mila) è costituita da giovani dai 20 ai 34 anni e di questi, due su tre sono in possesso di un livello di istruzione medio-alto”.

Proprio con l’obiettivo di contrastare questa tendenza nasce il progetto di Fondirigenti D20 Leader, un percorso formativo gratuito di sei mesi che darà la possibilità a 100 giovani talenti di dar vita, con le proprie forze ma non da soli, a qualcosa di nuovo.

19Giu 2019

Competenze digitali per l’agroalimentare delle imprese di Parma

Favorire l’integrazione delle imprese, in particolare Pmi, attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali, appartenenti alle diverse filiere alimentari del territorio. Questi gli obiettivi del progetto in partenza in questi giorni dedicato al settore agroalimentare, promosso da Fondirigenti in collaborazione con Federmanager Parma e da Unione Parmense degli Industriali.

L’iniziativa si propone di diffondere tra le imprese, in particolare Pmi, l’utilizzo di tecnologie digitali che favoriscano l’integrazione tra le diverse filiere alimentari del territorio.

L’iniziativa sarà realizzata da Cisita Parma, con l’obiettivo di definire un percorso roadmap replicabile, attraverso l’utilizzo di dirigenti che agiranno in azienda come temporary manager appositamente formati, attraverso percorsi specifici progettati ad hoc.

Il progetto si articola in tre step:

1) individuazione delle soluzioni tecnologiche abilitanti più idonee, specifiche per ciascuna le quattro principali filiere di trasformazione dei prodotti alimentari del territorio, da realizzare attraverso interviste e case history;

2) modellizzazione delle competenze dell’animatore digitale, per avviare percorsi armonici di trasformazione digitale, che consentano l’instaurarsi di sinergie industriali a livello territoriale fra gli attori di una stessa value chain;

3) sperimentazione di programmi formativi, con il coinvolgimento di almeno 10 dirigenti certificati e l’individuazione di un programma di training manageriale validato e replicabile.

I risultati saranno condivisi attraverso un seminario tecnico rivolto agli operatori del settore e una conferenza finale di diffusione.

Per informazioni: biasetti@cisita.parma.it.

Link: Cisita Parma

 

 

 

19Giu 2019

A Parma un progetto sull’adeguamento infrastrutturale e l’analisi dei flussi logistici

È dedicato al settore dei servizi di trasporto e logistica del territorio di Parma il progetto promosso da Fondirigenti, Federmanager e da Unione Parmense degli Industriali, e realizzato da Cisita Parma con  Fondazione ITL. Obiettivo dell’iniziativa, quello di delineare le soluzioni di sviluppo competitivo degli operatori nei confronti del sistema produttivo del territorio di Parma, evidenziando le esigenze di adeguamento infrastrutturale a beneficio dei decisori pubblici.

Al centro del progetto la valutazione delle carenze in termini di infrastrutture e gli interventi per una migliore accessibilità e connettività del territorio all’interno delle reti multimodali (tutto gomma, gomma treno, cargo aereo).

Tre le fasi in cui si svilupperà il progetto. Si partirà con la ricerca per la mappatura dei flussi logistici di merci e prodotti in entrata e in uscita attualmente gestiti e potenzialmente gestibili da parte degli operatori logistici della provincia. I risultati della ricerca finiranno in un “Report di ricerca sui flussi logistici”, nel quale i dati raccolti saranno accompagnati da commenti e analisi di tipo qualitativo, prendendo a riferimento le principali pubblicazioni nazionali ed estere.

La seconda fase prevede invece la modellizzazione delle soluzioni di integrazione delle imprese per definire il posizionamento degli operatori logistici.

I risultati saranno sintetizzati nel “Piano di adeguamento delle infrastrutture” e nel “Piano di adeguamento delle competenze”, con le indicazioni di policy sulle esigenze di adeguamento delle competenze tecniche, professionali e manageriali degli operatori specializzati, e sul sistema educativo/formativo.

Per informazioni e approfondimenti: Claudio Biasetti, biasetti@cisita.parma.it.

19Giu 2019

Anche L’Imprenditore parla di D20 Leader, il progetto rivolto a 100 giovani talenti.

Il fenomeno della cosiddetta “fuga dei cervelli” causa non pochi danni all’economia del nostro Paese. I giovani vanno incentivati a formarsi, anche all’estero, per poi riportare le esperienze acquisite in Italia, questo è lo spirito dell’iniziativa di Fondirigenti.

C’è tempo fino all’8 luglio per partecipare al bando del progetto D20leader di Fondirigenti. Scopo del progetto quello di individuare 100 giovani talenti, che un domani possano innovare le nostre imprese e i nostri territori. Il percorso avrà la durata di sei mesi e sarà suddiviso in due fasi da 50 partecipanti ciascuno.

La prima edizione si svolgerà da settembre 2019 a febbraio 2020. I giovani che verranno selezionati parteciperanno gratuitamente alle tre fasi di formazione in cui è stato articolato il piano.

La prima sarà una “fase residenziale”, che fornirà ai selezionati una comune base di conoscenze e servirà anche per creare una buona sinergia tra i partecipanti. La seconda fase prevede uno “study tour” alla scoperta delle più importanti organizzazioni nazionali e internazionali particolarmente innovative. Per finire ci sarà un “project work” per mettere in pratica le nozioni apprese e cimentarsi in progetti di innovazione.

Il progetto di Fondirigenti è unico nel panorama formativo italiano e risponde al bisogno fortemente avvertito di aiutare i giovani a restare in Italia. Come ha ricordato anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, durante l’assemblea del 31 maggio scorso, l’emigrazione dei giovani dal nostro Paese aumenta esponenzialmente e non sembra un fenomeno destinato a fermarsi e di questo l’economia del paese risente negativamente in termini di produttività e di capacità imprenditoriale.

A questo proposito iniziative come D20leader sono un prezioso contributo per il benessere economico e sociale del nostro Paese.

Leggi: L’Imprenditore

11Giu 2019

Che cos’è il mentoring e il ruolo del mentor

Il mentoring è un percorso di apprendimento guidato che può avvenire sul posto di lavoro ma anche in ambito educativo-scolastico o in contesti di reinserimento sociale. Nel caso di mentoring aziendale, questo metodo di formazione consente al mentee (la persona da guidare) di sviluppare le competenze necessarie per lavorare in azienda grazie all’aiuto del mentor (la persona che guida).

Il mentor deve possedere caratteristiche molto specifiche per creare un rapporto proficuo con il proprio “allievo”.

capacità relazionali, così da potersi approcciare in maniera adeguata al mentee e creare un rapporto solido basato sulla fiducia. Queste capacità consentono al mentor di poter gestire e guidare l’allievo durante tutte le varie fasi della formazione;

empatia, ogni percorso di mentoring deve essere studiato su misura. Di conseguenza il mentor deve saper capire le esigenze del mentee, ascoltandolo e adattando l’insegnamento alle sue esigenze;

leadership, da un lato il mentor deve lavorare insieme all’allievo, dall’altro però deve essere in grado di farsi rispettare per poter essere una guida autorevole nello sviluppo delle capacità del mentee. Entrambi i soggetti devono condividere esperienze, successi e fallimenti e nessuno dei due deve imporre le proprie idee all’altro;

coerenza, ovvero credere nei principi trasmessi. Per essere un modello da seguire il mentor deve essere il primo a credere nei suoi insegnamenti.

Quali sono i modelli di mentoring

Esistono diverse forme di mentoring. Tra le modalità maggiormente diffuse troviamo:

– gli incontri one to one, cioè faccia a faccia tra il mentee e il mentor;

– peer mentoring, dove i due soggetti sono posti sullo stesso piano, così da mettere in atto un rapporto equo. Di conseguenza i risultati scaturiscono dalla reciproca influenza tra i due partecipanti alla strategia di formazione;

– group mentoring, dove è il gruppo a influire sulla formazione del mentee, che comunque ne fa parte;

– mentoring misto, costituito da incontri di gruppo e one to one;

– mentoring a distanza, effettuato online. Viene adottato nelle situazioni in cui è impossibile incontrarsi fisicamente;

– blended mentoring, che combina sia la formazione a distanza in modalità e-learning che incontri in presenza one to one.

Come è realizzato un efficace mentoring aziendale

Le modalità di mentoring aziendale si caratterizzano per avere obiettivi diversi da quelli tradizionali: il mentee acquisisce nuove conoscenze grazie al processo di formazione e si integra nella realtà aziendale. Si tratta di una strategia volta a migliorare il clima aziendale, ridurre il tasso di turnover e incentivare i nuovi talenti fin dal primo momento. Il mentoring aziendale è finalizzato anche alla trasmissione delle regole e dei valori dell’impresa e della cultura aziendale.

Si svolge attraverso un processo di accompagnamento durante il quale vengono gradualmente sviluppate le abilità del mentee, anche attraverso momenti di catalizzazione dell’apprendimento in cui il mentor fa calare il suo allievo in situazioni aziendali reali. Il mentoring aziendale comprende infatti sia una parte teorica che una serie di dimostrazioni pratiche, il tutto verificabile poi con un test finale.

In alcuni casi il mentor è un consulente esterno specializzato nel settore, ma spesso risulta essere un collega con più esperienza oppure un superiore del nuovo assunto. In entrambi i casi si tratta sempre di una relazione interpersonale a lungo termine che richiede tempo, energia, impegno personale e risorse non consuete.

 

10Giu 2019

D20 Leader, sei mesi di formazione tra study tour e project work in azienda

D20 Leader non è un master o un percorso di specializzazione post laurea o post diploma, ma un luogo in cui coltivare talenti destinati a diffondere energie positive in tutto il Paese.

Il percorso durerà sei mesi e partirà da una prima fase di formazione residenziale, che dovrà fornire ai giovani partecipanti una comune base di conoscenze: dalle soft skills necessarie a un leader, ai principali trend in atto al momento e in futuro, alla capacità di riconoscere potenziali ambiti di azione.

La seconda fase prevede uno study tour, occasione per conoscere da vicino la mission e le attività delle organizzazioni internazionali e dei più importanti luoghi dell’innovazione.

La fase di project work consentirà poi di mettere in pratica quanto appreso: i partecipanti si potranno cimentare in progetti di innovazione in contesti operativi.

Il percorso si concluderà con un momento di valutazione e di condivisione delle esperienze per restituire al resto del gruppo quanto appreso e tracciare una roadmap per il proprio futuro.

Il progetto prevede due edizioni: la prima partirà a settembre 2019 e si concluderà a febbraio 2020, la seconda andrà da febbraio 2020 a luglio dello stesso anno.

 

7Giu 2019

D20 Leader: gli obiettivi del progetto

“Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”, diceva il presidente John Fitzgerald Kennedy nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 1961. Parole che hanno fatto la storia e che ancora oggi continuano ad essere di ispirazione. È proprio verso questo cambio di paradigma che il progetto D20 Leader vuole accompagnare i giovani talenti che si trovano nel nostro Paese.

Il percorso di formazione di sei mesi è stato strutturato per dare ai partecipanti gli strumenti necessari ad affrontare le sfide di un mondo in constante cambiamento. Obiettivo del progetto è proprio quello di stimolare la creatività e l’ingegno di cento brillanti giovani, preparandoli ad agire nei diversi territori in collaborazione con imprese e realtà della società civile, all’insegna dell’innovazione e della crescita sostenibile.

Oltre ad aver bisogno di nuovi leader, il nostro Paese non può più permettersi di perdere i talenti che si formano qui ma che si vedono poi costretti a lasciare l’Italia alla ricerca di condizioni lavorative migliori.

In un momento in cui il numero di giovani che si trasferiscono all’estero è ai massimi storici, D20 Leader vuole essere il primo tassello per costruire un’alternativa concreta, proponendo alle nuove generazioni l’occasione di dar vita, con le proprie forze ma non da soli, a qualcosa di nuovo.

 

6Giu 2019

D20 Leader: pubblicato il bando del progetto

Con la pubblicazione del bando online, parte ufficialmente il progetto D20 Leader, promosso da Fondirigenti con l’obiettivo di intercettare 100 giovani talenti che un domani diano un impulso innovativo alle nostre imprese e ai nostri territori.

Un percorso che metterà i partecipanti di fronte alle grandi sfide della contemporaneità – sostenibilità, digitalizzazione, multiculturalità e megatrend – con testimonianze di opinion leader, aziende e organizzazioni internazionali. Fondirigenti ha previsto un percorso formativo della durata di sei mesi, decidendo di articolare il progetto, su cui ha investito 2 milioni di euro, in due fasi da 50 partecipanti ciascuna.

I giovani aspiranti candidati al progetto dovranno completare – entro l’8 luglio – l’iter di ammissione attraverso la sezione dedicata sul sito seguendo le indicazioni riportate.

La partecipazione è aperta a cittadini italiani, dell’Unione europea o non comunitari ma regolarmente soggiornanti in Italia, di età compresa tra i 20 e i 29 anni, che abbiano conseguito un diploma ITS, ovvero frequentino o abbiano già conseguito un corso di laurea triennale/specialistica, un master universitario di primo/secondo livello, un dottorato di ricerca e che conoscano bene la lingua inglese.

Il bando pubblicato online regola termini e modalità di partecipazione. La prima edizione si svolgerà da settembre 2019 a febbraio 2020; la seconda da febbraio 2020 a luglio 2020.

Qui il bando completo

 

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