1. Fondirigenti
  2. News
  3. Un focus sulla logistica del territorio di Parma

5Ago 2019

Un focus sulla logistica del territorio di Parma

Se è vero che il mondo produttivo si sta sempre più adeguando ai moderni processi di datizzazione e digitalizzazione, non ha perso di certo peso e importanza il trasferimento di prodotti e merci fisiche. Oggi la logistica riveste un ruolo strategico fondamentale nel quadro del tessuto industriale di un territorio come quello di Parma. Proprio questo aspetto è al centro del nuovo progetto di Fondirigenti, iniziativa promossa da Federmanager e da Unione Parmense degli Industriali e gestita da Cisita Parma, in collaborazione con la Fondazione ITL (Istituto sui Trasporti e la Logistica). Claudio Biasetti è responsabile di questa ricerca.

Dott. Biasetti, perché un progetto di ricerca incentrato sul settore della logistica del territorio di Parma?

In questi ultimi anni è cresciuto il raggio di spostamento delle merci fisiche e, con esso, sono cambiate in modo sostanziale anche le esigenze di competitività degli operatori del settore. Il nostro obiettivo è ricostruire l’offerta e la domanda di servizio sui flussi logistici del territorio di Parma, dove insistono operatori specializzati e ci sono piattaforme intermodali importanti.
Intendiamo mappare i flussi logistici in entrata e in uscita dalle imprese manifatturiere, capire in quale quantità e qualità si determinano in relazione alle direzioni principali di traffico internazionale e alle soluzioni intermodali (tutto gomma, gomma ferro, cargo). Vorremmo poi individuare i gap di competenze e di capacità che denunciano gli operatori specializzati a fronte di un’evoluzione della domanda che si sta spostando in mercati, come quello asiatico, dove a farla da padrone sono i grandi operatori internazionali.

A chi vi rivolgete con questo progetto?

In primis ai dirigenti e agli imprenditori delle imprese specializzate nell’offerta di servizi logistici, per traguardarne un potenziamento delle competenze di tipo tecnico professionale e manageriale. In modo indiretto anche ai responsabili della funzione logistica delle stesse imprese manifatturiere, che esprimono sul territorio una domanda di questo genere di servizio. Non ultimo, ci sono i responsabili pubblici e privati delle politiche di investimento infrastrutturale, perché ovviamente le capacità degli operatori logistici sono condizionate in positivo e in negativo dalla disponibilità di infrastrutture adeguate.

Proverete quindi a incidere anche sul miglioramento infrastrutturale della zona?

Ci piacerebbe che l’ordine delle priorità degli interventi potesse essere rivisto anche alla luce della mappatura che andremo a realizzare e che ci aiuterà a produrre un piano di adeguamento delle infrastrutture da proporre ai decisori pubblici. Da un lato, quindi, cercheremo di aumentare l’integrazione tra gli operatori specializzati e la manifattura locale. In secondo luogo, intendiamo insistere su quelle che potrebbero essere delle priorità nell’adeguamento infrastrutturale del territorio. Ad esempio, favorire il collegamento tra Parma e il porto di La Spezia, o investire nella Tirreno Brennero, direttrice verso il Nord.

Ascolta la versione podcast dell’intervista